Il mio lavoro si sviluppa attraverso la pittura e tecniche miste che includono collage, processi digitali, trasferimenti d’immagine e l’uso di immagini di origine archivistica, insieme a interventi tessili. La stratificazione è il mio metodo principale: immagini, segni e strati di colore si sovrappongono, si interrompono e si trasformano, costruendo superfici che funzionano come spazi di sedimentazione visiva. La mia ricerca ruota attorno al tema della memoria personale e collettiva, intesa come un luogo morbido e instabile, più vicino alla sensazione che alla narrazione. La memoria diventa uno spazio di riflessione, in cui il tempo non è lineare e le immagini non sono mai completamente fissate, ma soggette a slittamenti, ritorni e cancellazioni parziali. Attraverso processi di frammentazione, erosione e sperimentazione cromatica, indago dinamiche di potere e tensioni sottili che attraversano l’esperienza quotidiana, mettendole in relazione con concetti di femminilità, cura ed empatia. Le forme che emergono nel mio lavoro oscillano tra astrazione e riconoscibilità, richiamando talvolta elementi naturali e lasciando spazio a trasformazioni, variazioni e ambiguità visive. Il mio obiettivo è creare opere che aprano possibilità di lettura multiple, senza la necessità di una interpretazione univoca, invitando lo spettatore a riconoscere immagini, sensazioni e frammenti di esperienza attingendo al proprio bagaglio di memorie personali e collettive. Ogni incontro con l’opera è pensato come un’esperienza soggettiva, mediata da contesti culturali e percorsi individuali, che può generare significati diversi da quelli immaginati dall’artista stessa.
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