Chi sono? Non è facile dare una risposta. Il disegnare mi ha accompagnato fin dalla gioventù come elemento importante di crescita. Rubens e le sue donne carnose, Schiele con il suo erotismo e in ultimo il dinamismo plastico di Balla e Boccioni hanno scandito il mio cammino artistico fino ad una sorta di mio personale “modus”. Con gli anni, al disegno si è aggiunta la scultura, una specie di ricerca della tridimensionalità nel già presente dinamismo delle forme. Rimaneva irrisolta la questione del “Chi sono?”, domanda fondamentale per ogni uomo e che, nel mio caso, ha portato ad una ricerca spirituale trascendente. Nei miei lavori, in pittura come in scultura, la figura risulta essere in un costante movimento (Futurismo) verso una trascendenza che la liberi dal giogo della materia di cui l’essere umano è fatto. La mia è una poetica fatta di costante ricerca. Fatta di dubbi sì, ma quasi sempre poggiante su valori che guardano alla spiritualità. Non è quel salto nel vuoto che si chiama “fede”, non è religiosità, ma un onesto e sincero tentativo di rispondere alla domanda del Salmo 8 che chiede: “Chi è l’uomo e perché te ne curi?” Chi sono io oltre alla materia di cui son fatto e che mi tiene vincolato al suolo impedendomi di volare alto su più ampi orizzonti? La mia arte non dà risposte certe a queste domande. Non credo che l’umanità, né io, abbia strumenti per rispondere, ma almeno il mio tentativo segna un avvicinarsi alla risposta.
Mauro è Socio Fondatore dell’Associazione “To Ergasterion” ed è ora “presidente emerito”, dopo essere stato Presidente dal 2021 al 2025
Contatto e-mail: procimauro@gmail.com




Sin dal ventre materno, prima della nostra venuta al mondo, siamo immersi nel nutriente, caldo e protettivo liquido amniotico.
Poi veniamo catapultati nella vita con tutto quel che comporta, ma il ricordo di quell’umido bozzolo rimane in noi silente, inconscio e il tornare all’origine, a quella scintilla primordiale, è da sempre un forte richiamo per ogni essere umano.
Ad impedire questo virtuoso “salto nel blu”, che identifico come la ricerca di trascendenza, è la nostra natura di uomini, la nostra materialità che ci imprigiona al fondo buio dell’oceano della vita.
Risalire da questa profondità fino ad emergere alla superficie nella primigenia luce, costituisce il percorso trascendentale.
Percorso che implica l’abbandono graduale delle tante nostre maschere con le quali nascondiamo la nostra vera essenza.
Sono maschere deformi, frammenti della nostra quotidianità, inutili relitti abbandonati sulle sponde del grande oceano blu della vita terrena.
Noi non siamo quei falsi volti, noi siamo il respiro luminoso della creazione.
