Fin da quando ero piccola il disegno è sempre stato il mio linguaggio naturale, un gesto istintivo che usavo per dare forma al mondo, non solo al mondo inteso come realtà esterna ma, soprattutto, a quello interiore. Forse perché l’arte sa arrivare oltre, in luoghi sconosciuti dove le parole non riescono. Negli ultimi anni mi sono appassionata all’acquerello e mi ci sono dedicata a fondo da autodidatta. La trovo una tecnica affascinante pur se molto difficile da gestire, che sa regalare grandi soddisfazioni e anche una buona dose di sana frustrazione. Nell’acquerello ho trovato una dimensione che sento profondamente mia, una dimensione fatta di acqua e colore che si incontrano, si cercano e si lasciano andare, creando immagini delicate e imprevedibili. Mi piace perché sull’acqua è impossibile avere un controllo totale, ma è proprio così che nasce la sua magia fatta di velature e trasparenze. L’acquerello insegna a osare e a lasciare andare allo stesso tempo, insegna a fidarsi dell’acqua, della propria mano e del proprio istinto. Il mio lavoro è particolarmente ispirato all’illustrazione e al suo potere evocativo. Spesso traggo ispirazione dal mondo della natura e dai suoi colori; sono solita dipingere soprattutto paesaggi marini e scenari onirici sospesi tra realtà e immaginazione. Il blu, in ogni sua sfumatura e gradazione, è un colore che ritorna sempre, come un personale filo conduttore: profondo, mutevole, capace di contenere silenzio, sogno e memoria.

Contatto e-mail: giulia.laconi91@gmail.com – Contatto Instagram: @giu.lac

“Madri che camminano sull’acqua 2” (23×30 – acquerello su carta)
“Floating” (47×59 – acquerello su carta)
“Tutto il mare che ci unisce” (27×36 – tecnica mista su carta)
“Risalire questa collina” (31×40 – tecnica mista su carta)

“Tutto il mare che ci unisce” – E’ un inno all’amore, alla famiglia, alle piccole cose care. E’ un invito a non temere le distanze, i fusi orari e i treni troppo costosi per riuscire a tornare a casa. Perché casa è quel sorriso famigliare, è riconoscersi nel modo unico in cui si viene chiamati “zia”, è una manina piccina come una conchiglia sulla sabbia, è questo mare che ci scorre dentro senza sosta e che ci lega, tenendoci uniti. Questo mare è casa ed è amore.

“Risalire questa collina” – Risalire con un buco, pensare di doverlo riempire per forza, perché i buchi fanno paura. Risalire e pensare che va bene così, e il buco diventa finestra aperta, uno spazio che apre mondi, possibilità inattese, viaggio nuovi indimenticabili. Nel blu uno spazio vuoto diventa presenza, ha fattezze umane, mi tiene per mano.