Tutto ebbe inizio quando una bimba puntò il dito sulla vetrina di una cartoleria, dove luci e primi rigori autunnali si mescolavano in unico arcobaleno: quello delle matite colorate. La più ovvia conseguenza, fu una studentessa del corso di pittura dell’Accademia Albertina che, diventata insegnante, sperò di comunicare agli studenti la propria passione. Nel proprio concetto di “Blu liquido”, l’ispirazione racchiude in sé: la vicenda degli Unicorni; l’armonia affascinante e aurea delle ali variopinte che scavano il loro nido nelle pareti di Ocra gialla e un immaginifico tessuto sottratto magicamente ad un antico arazzo. “Arte relazionale” e tecniche sperimentali mi concedono da adulta la gioia di condividere con chi lo desidera l’entusiasmo per quelle matite colorate e la fascinazione per i grandi maestri di ogni epoca. Tutto ciò si unisce alla profonda ammirazione per il coraggio degli artisti contemporanei da cui traggo ispirazione, come Marina Abramovich, Bill Viola, Yves Klein e tanti altri che hanno dedicato la propria vita a questa missione.

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“Fondali” (13×23 – penna a sfera su F3 liscio)
“Radura della Mandria” (15×20 – matite di grafite su carta)
“Un unico desiderio” (150×150 – installazione)
“La strada degli unicorni” (diam. 80 – acrilico su tavola)

“Un unico desiderio” – Trame ed orditi per raccontare immagini che da un lontano passato giungono a noi con messaggi sorprendenti per la loro attualità. La Dama e il suo candido unicorno ci rivolgono uno sguardo denso di significati: lasciano i cinque sensi tramite cui l’essere umano vive costretto nei limiti del quotidiano e si inoltrano sotto la tenda azzurra. Quest’ultima reca impresso il mottetto “A mon seul désir” suggerendo, la necessità di ricercare nel proprio spirito, valori più concreti e meno banali dei gioielli che la dama si appresta a riporre nello scrigno. Nell’installazione il pubblico viene invitato ad entrare nell’opera, a viverla per un momento, come fosse un ambiente conosciuto, a riflettere e scrivere il proprio “Unico desiderio” portandolo segretamente con sé. Il ricamo è stato un lento lavoro di riflessione, di pazienza e di dedizione. Evocativo dei gesti infinitamente ripetuti da migliaia di donne per migliaia di occasioni, dalla più umile alla più sacra o regale.

“La strada degli unicorni” – I giorni trascorrono ancora attraverso l’innocente saggezza delle fiabe, quando Blu sente di essere Sirenetta. Scelta non sollecitata dal capriccio infantile, ma necessità vissuta nella naturalezza dell’infanzia. Diritto imprescindibile, dove i colori non sono ancora codici vincolanti e gli occhi adulti osservano con scettica curiosità e perplessità compassionevole.
Si contrappongono i timori malcelati e i dubbi di chi sente che la strada degli Unicorni sarà un percorso sdrucciolevole e insidioso, riserva di fragilità che comunque rafforzerà e saggiamente aiuterà chi vorrebbe inutilmente proteggere, una già presente e coraggiosa consapevolezza.